Las redes sociales ¿revolución o evolución?

Conferencia A Cuinar

 

Las redes sociales ¿revolución o evolución?
Nuevas dinámicas en las estrategias de comunicación cultural on-line en la era de internet 2.0

Conferencia temática para los participantes al III Encuentro A-Cuinar, en el que se reúnen chef valencianos de reconocido prestigio como Ricard Camarena (Arrop), Paco Morales (Hotel Ferrero), Jacob Torreblanca (Torreblanca), Jorge Bretón (La Sucursal), Enrique Barella (Alto de Colón), Josep Quintana (Torrijos), Alejandro del Toro, Vicente Patiño (Óleo), Francisco Moya (L’Escaleta), Jordi Garrido (Portal Fòsc), Bernd Knöller (Riff), y Paco Roig (Pastelería Sucre i Blat).

Conferencia a cargo de Gianfranco Spada

Lugar: Ciudad Politécnica de la Innovación | Universidad Politécnica de Valencia
Día: Lunes 27 de septiembre 2010
Hora: 18.00 h.

Parla pugliese l’architettura internazionale

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Pubblicato in: Cannibali, Italia
Di Giuseppe Boni
– Fonte: www.cannibali.it/leggi.php?n=1&i=660&c=5
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L’armonia è una dimensione importante per l’architetto Gianfranco Spada, bitontino trapiantato a Londra. I suoi progetti riflettono il rapporto tra spazio, oggetti e persone. In una realtà in cui l’architettura è alla ricerca di soluzioni sostenibili, gli architetti sono sfidati da questione etiche. Si tratta di una importante prerogativa per Gianfranco Spada. Rispetto per l’ambiente e l’uso intelligente di materiali sostenibili sono elementi visibili in tutti i suoi progetti. Linearità e spazi luminosi intendono esplorare i confini tra architettura e arte, una ricerca di semplicità.
Gianfranco, che ha studiato a Venezia, ha operato in molte città europee, particolarmente a Barcellona, dove nel 2000 ha costituito un’ associazione professionale denominata “Arquites”, seguita da “Atelier27”, una società di architettura che ha l’architetto ha co-fondato nel 2002. Gianfranco è ora al lavoro a Londra, dove è consulente presso un’azienda britannica impegnata in grandi progetti internazionali.
Tramite Angelo Iudice, presidente della londinese Accademia Apulia di cui Spada è membro, riprendiamo una conversazione con l’architetto.
Cosa ti ha portato a studiare architettura?
Sono tante le cose che mi hanno spinto a studiare architettura, ma sopratutto credo che abbia influito moltissimo la larga tradizione sartoriale della mia famiglia materna: fare un edificio e’ in fondo come confezionare un abito, ma con scala diversa.
Quali sono gli ingredienti per diventare un bravo architetto?
Ci sono molti modi per essere un bravo architetto, tutti diversi ma altrettanto validi. E’ però importante che la gente conosca la differenza tra un architetto famoso e un buon architetto, visto che fama e qualità non sempre coincidono nella stessa persona. La tendenza narcisista dell’architettura attuale ha posto al centro dell’attenzione il manufatto architettonico come rappresentante dell’ego del proprio creatore. In realtà io credo che un buon architetto cammina in una direzione totalmente opposta.
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Gianfranco Spada – architect

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Published in: Accademia Apulia
By Angelo Iudice
– Source: www.accademiapulia.org/en/members/gianfranco-spada—architect-211.html
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With harmony being an important dimension for architect Gianfranco Spada, his work questions the relation between space, objects and persons. At a time when architecture is looking for sustainable solutions to intrusive building expansion, architects are challenged by pressing ethical issues. This has always been a strong prerogative for Gianfranco Spada. Respect for the environment and intelligent use of sustainable materials can be seen in all his projects. Straight lines and luminous spaces explore the boundaries between architecture and art, a search for simplicity, a visual and spiritual feast. Gianfranco, who trained in Venice, has left his mark in many European cities, most notably in Barcelona where in 2000 he set up a professional association called “Arquites”, followed by Atelier27, an architectural company he co-founded in 2002. Gianfranco is now at work in London where he is a consultant Architect for a British firm involved in large international projects.

Accademia Apulia has asked Gianfranco Spada the following questions:

What inspired you to study / practice architecture?

I was motivated to study architecture by several factors, but I’d say that my family’s sartorial background may have had something to do with it: building a house is pretty much like designing a good outfit, albeit on a different scale.

What are the makings of a ‘good’ architect?

One can be a good architect in many different ways. What’s important is that people are able to distinguish between a ‘famous’ architect and a good architect, because fame and quality don’t always go together. There is a tendency to produce architectural specimen that are a reflection of their creators’ ego. I believe that a good architect does not let their ego influence their work.

What are the makings of a ‘good’ project?

A good project is dependent on a good customer. Generally, an architect materializes the aspirations of his customers.

Name three buildings / projects that you particularly like?

The Pantheon in Rome – probably the most remarkable building in history; the Barcelona Pavilion by Mies Van der Rohe, and the Museum of Danteum in Terragni, unfortunately never built.

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Un architetto bitontino alla Saatchi Gallery on-line of London

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Pubblicato in: BitontoTV, Italia
Di Vito Schiraldi
– Fonte: www.bitontotv.it/cms/news/2732/69/Un-architetto-bitontino-alla-Saatchi-Gallery-on-line-of-London/
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L’opera di Gianfranco Spada giudicata fra le migliori 10 di tutta la galleria on-line

L’architetto bitontino Gianfranco Spada è già stato ospite di questa testata telematica nell’ambito della rubrica “Storie“, quale fulgida espressione della bitontinità esportata oltre confine.
È di settembre la notizia che un’opera dell’affermato professionista, che vive e lavora in Spagna ormai da tempo, è stata giudicata una delle migliori 10 fra le migliaia ospitate nella prestigiosa “Saatchi Gallery of London” nella versione on-line.
È stata Leanne Goebel, tra le più note giornaliste e critiche d’arte statunitensi, a giudicare l’opera di Spada meritevole di essere menzionata all’interno di questa importante classifica mondiale.
Il lavoro è stato tratto dalla serie ArquiLetturas che raccoglie le ultime “fatiche” artistiche dell’architetto e che ha suscitato l’apprezzamento convinto della gionralista americana tanto da integrarla nella pagina in-line della nota galleria londinese.
Spada, laureatosi a Venezia e Bruxelles si è trasferito ben presto in Spagna dove ha avviato un progetto, nato per avvicinare e nel contempo arricchire la cultura architettonica italiana e spagnola, dal nome Arquites,che è l’acronimo di ARQUI-tectos IT-alianos in ES-paña.
Alla continua ricerca della propria Itaca ha dichiarato che “in realtà non sono mai partito dal mio paese, specialmente perché non ho mai visto i confini come dei limiti invalicabili entro cui muovermi. Il mio paese è l’ambiente in cui mi muovo e per partire non c’è bisogno di farlo fisicamente. Anche solo leggendo un libro o ascoltando musica si “parte”, praticamente ogni giorno”.

Ognuno ricerca la propria Itaca

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Pubblicato in: BitontoTV, Italia
Di Chiara Colamorea
– Fonte: www.bitontotv.it/cms/news/540/68/Ognuno-ricerca-la-propria-Itaca/
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Gianfranco Spada, bitontino trapiantato in Spagna, si racconta a ‘Storie’

Originario di Bitonto, Gianfranco Spada ha lasciato la nostra città molto presto per studiare architettura presso l’Università di Venezia. Dopo essersi trasferito a Bruxelles per una borsa di studio dell’Università “La Cambre“, si è spostato a Barcellona dove ha collaborato con rinomati architetti per la concezione di diverse tipologie di progetti. Nel 2000 ha costituito a Valencia l’associazione “Arquites” seguita, poi, nel 2002 dallo studio di architettura Atelier27. Oggi si trova a Londra come consulente in una serie di progetti architettonici a livello internazionale. Questo mese è lui il protagonista di “Storie“.

Perché ha deciso di lasciare l’Italia per trasferirsi all’estero?
In realtà non è stata una decisione formulata in questi termini: lasciare l’Italia per trasferirsi all’estero (e pensandoci bene non ho mai visto i limiti nazionali come limiti territoriali nei quali muoversi esclusivamente). Le nazioni sono concetti, l’Italia e’ un concetto, la patria anche e quanto siamo poi veramente italiani noi bitontini? Mi piacerebbe formulare invece la domanda in altri termini: “In che momento è andato via da Bitonto?” E anche qui mi è difficile risponderle. Certo fisicamente, e cronologicamente le posso dire che è avvenuto quando sono andato a studiare architettura a Venezia, però è difficile dirle quando sono andato “mentalmente” via da Bitonto: il dato infatti non è così chiaro e netto. Come lei sa, infatti, la mente può viaggiare senza che il corpo si muova: leggere un romanzo di un autore straniero, non è forse evadere, uscire, emigrare, stando fermi? Ascoltare musica magari con parole in inglese che ci raccontano storie e sensazioni di altre latitudini non è forse come vivere in quelle latitudini? E poi oggi, più che ieri, con una facilità stupefacente, viaggiamo in Internet, senza che le distanze siano una barriera. Chi può dire in quale paese si trova una pagina web? Per esempio “sfoglio” spesso il vostro periodico online, e pur non vivendo a Bitonto, ne conosco l’attualità come se lì vivessi. Oggi le distanze si smaterializzano, i luoghi assumono un nuovo contesto, e in realtà questa mia partenza dalla terra natale non l’ho mai vissuta come una partenza fisica, bensì mentale. Forse in qualche modo rappresento una nuova forma di emigrare: i nostri bisnonni quando partivano, lo facevano fisicamente, ma mentalmente rimanevano ancorati a quei costumi che si portavano dietro come un peso che li condannava, la maggior parte delle volte, ad un’autoesclusione sociale, ad una forzata auto-ghettizzazione. Adesso invece, nel mio caso, l’emigrare è una questione mentale, emigriamo molto prima di mettere un passo, emigriamo seduti in un comodo divano di una famiglia accomodata, emigriamo perché la conoscenza è l’unico vero fattore che muove il mondo. Sono convinto infatti che a Bitonto stesso ci siano molti più emigrati di quelli che registra ufficialmente l’anagrafe, molti emigrati che pur non essendosi mai mossi fisicamente risiedono in terre lontane nello spazio e nel tempo.
In sostanza voglio dire che emigrare è una necessità, il lavoro in molti casi è solo una scusa, in realtà abbiamo bisogno di emigare, anche se solo per, un giorno; abbiamo bisogno di ritornare alla nostra Itaca e poter raccontare qualcosa ai nostri nipotini, anche se- insisto- emigrare non vuol dire sempre muoversi. Si pensi allo stesso Omero che aveva Itaca soltanto nella sua testa.

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ArchiLetture

ossesso

Pubblicato in: Ossesso, Italia
Di Gloria Deandrea
– Fonte: Pubblicato in: www.ossesso.it/index.php/articoli-2/73-archiletture
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L’architettura contemporanea si è ispirata molte volte all’arte nelle sue differenti forme ed espressioni, con maggior enfasi con l’arte astratta. Molti edifici emblematici dell’architettura moderna, che tutti gli architetti hanno nel proprio immaginario architettonico, sono direttamente relazionabili con opere d’arte o movimenti artistici. Queste architetture, frutto di un processo di depurazione, e trasposizione, sono come idee artistiche traslate e materializzate nella fisicità del mondo reale, dove alla fine hanno acquistato quella dimensione, la vita umana, che solo l’architettura nell’arte può albergare. L’arte astratta come interpretazione e sintetizzazione della realtà si materializza nella realtà stessa, con questi edifici e in qualche modo si tratta di un’idea che dopo un processo di trasmutazione torna al suo stato naturale. ArchiLetture costituisce una fase ulteriore in questo cambio di stato, una nuova trasmutazione che torna a collocare questi edifici nella sfera artistica della pittura su tela. Questi passaggi, non sono altro che un tentativo di depurare il superfluo, per far affiorare l’essenziale, ciò che realmente costituisce la forza di tali idee artistiche. Questo tipo di esplorazione o ricerca artistica si trova in numerose fotografie di architettura, che tentano di creare realtà apparentemente astratte rispettando architetture reali. Queste immagini giocando con l’inquadratura, le ombre e le luci, estraggono dalla realtà solo alcuni elementi, che acquisiscono in questa operazione una nuova prospettiva, a volte tendente all’astratto. Però a differenza del processo che si tenta con architetture, queste immagini continuano ad essere una rappresentazione della realtà. La trasposizione alla superficie bidimensionale della tela, la depurazione degli elementi di disturbo, l’eliminazione delle ombre portate, fanno di questi oggetti pittorici un’astrazione della realtà, in una sorta di neopurismo di ozenfantiana memoria.

Semana de la Arquitectura 07

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_qué: “Semana de la Arquitectura 07″ organizada por el Colegio Oficial de Arquitectos de la Comunidad Valenciana. El evento consta de diferentes actos, como conferencias, exposiciones y visitas guiadas a edificios destacados de la arquitectura contemporánea.

_cuándo: Hasta el 29 de Junio de 2007.

_dónde: Colegio Oficial de Arquitectos de la Comunidad Valenciana. Calle Hernán Cortés, 11. Valencia.

_más: Dentro de las actividades programadas puede visitarse la exposición colectiva de artes plásticas, que se exhibe en el Centro Cultural La Petxina de Valencia hasta el 29 de junio. En esta muestra se presenta la obra plástica de algunos arquitectos seleccionados, como Gianfranco Spada, Maria Ángeles Álvarez, Conrado Enría, Enrique Bausá Mir, Juan Castillo Carpio o Mar García, entre otros.

La conferencia de clausura tendrá lugar el día jueves 28 de junio y estará a cargo de los arquitectos David Chipperfield y Fermín Vázquez.

El día 29 se realizará la cena de clausura y la entrega de los Premios de Arquitectura COACV 2005-2006.

Ref.:
Colegio Oficial de Arquitectos de la Comunidad Valenciana: [http://www.coacv.org/]

L’architettura poetica, una “sveglia” per la città sonnolenta

primopiano

Pubblicato in: Primopiano, Italia
Di Vito Schiraldi
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L’opininione dell arch. Gianfranco Spada, attivo da anni in Spagna, per uno sviluppo creativo del nostro patrimonio culturale

Se l’architettura guarda al futuro è merito anche dei bitontini. Gianfranco Spada è un giovane concittadino che, senza mai dimenticare le sue radici, ha ideato in Spagna un nuovo modo di intendere e fare architettura, una vera e propria filosofia di vita.
Molti, in città, già lo conoscono per l’impegno volto alla conoscenza e valorizzazione delle opere di Tommaso Traetta: sua, infatti, è l’idea di un forum su internet dedicato al compositore bitontino, che riceve ogni giorno numerose visite ed è sede di un costruttivo dibattito.
Nato a Bitonto nel 1972, Gianfranco ha studiato architettura all’Università di Venezia, prima di trasferirsi a Bruxelles, con una borsa di studio dell’Università La Cambre.
Dopo la laurea 1999, si stabilisce a Barcellona: qui lavora con gli architetti Roldán e Berenguer (R+B) e successivamente con il famoso architetto José Bosch Aymerich. Nascono così numerosi progetti di case, hotel, centri commerciali e stazioni sciistiche. Nel 2000 fonda a Valencia, l’associazione “Arquites” (ARQUitectos ITalianos en España), acronimo che è un omaggio ad Arquites di Taranto, matematico e filosofo pitagorico, uno dei primi architetti italiani della storia, celebre per la frase “L’armonia conduce la geometria verso l’architettura”.
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Gianfranco Spada: un architetto pugliese in Spagna

meridionale

Pubblicato in Iniziativa Meridionale. Italia
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Nasce Arquites L’associazione fu costituita nel 2002 a Valencia, dall’architetto di origine pugliese (Bitonto provincia di Bari) per riscoprire l’eredità che gli architetti di origine italiana hanno lasciato in terra spagnola, dall’antichità fino ai nostri giorni. L’acronimo Arquites, ARQUitectos ITalianos en ESpaña, é un omaggio al matematico e filosofo pitagorico, di origine pugliese, Arquites di Taranto, che con la sua affermazione: “L’armonia conduce la geometria verso l’architettura” e con le sue conoscenze di matematica, geometria, astrologia e altre scienze può essere considerato senza dubbio uno dei primi architetti italiani della storia, secondo una concezione rinascimentale dell’architettura. L’associazione di architetti Arquites ha come obbiettivo quello di promuovere il dibattito tra due culture architettoniche, l’italiana e la spagnola, che molte volte provengono da un comune passato storico, dove gli architetti di entrambi i lati del mediterraneo si scambiavano conoscenze e tecniche che permettevano loro di poter edificare vere opere d’arte, come quelle che oggi si trovano in molte città spagnole e che sono parte dell’eredità architettonica europea, e che in molti casi costituiscono monumenti riconosciuti come patrimonio dell’umanità. Nel territorio spagnolo abbondano numerosi esempi di questa architettura prodotta da creatori italiani, dai progetti rinascimentali degli architetti Francesco Sabatini e Gioacchino Toesca, fino ai contemporanei Vittorio Gregotti ed Aldo Rossi. Le chiese, palazzi, monasteri, castelli, teatri e altri monumenti progettati da questi architetti sono testimoni di un passato dove i limiti territoriali scomparivano davanti alla forza della cultura, e la creatività non conosceva frontiere.
Chi è Gianfranco Spada?
Nato a Bitonto (BA) nel 1972, Gianfranco Spada ha studiato architettura presso l’Universitá di Venezia, prima di trasferirsi a Bruxelles, con una borsa di studio dell’Universitá La Cambre. Qui ha vissuto alcuni anni e ha collaborato con l’architetto Patrick Neirinck (AVA). Alla fine del 1999, dopo essersi laureato a Venezia, si è stabilito a Barcellona, dove ha lavorato prima con gli architetti Roldán e Berenguer (R+B) e successivamente con il veterano architetto José Bosch i Aymerich. Quest’ultima collaborazione gli ha consentito di partecipare alla concezione di diverse tipologie di progetti, come case, hotel, centri commerciali e stazioni sciistiche. Nel 2002 ha consolidato a Valencia, lo studio di architettura, Atelier27 (a27) che condivide dal 2006 con l’architetto Salvador Royo.

Ciao Italia

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Pubblicato in: Io Donna Nº 45, supplemento del Corriere della sera
Di Marzio G. Mian
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[…] “L’immobilismo mi toglieva il respiro” dice Gianfranco Spada, 33 anni, architetto emergente a Valencia: “Quando studiavo a Venezia ho capito che l’architettura in Italia era diventata accademica, un sistema che si autoalimenta. L’insegnamento è teorico e, visto che se ti va bene devi aspettare i 50 anni per avere la possibilitá di esprimerti, perché in Italia quei pochi progetti li fanno i geometri, non puoi che sfogarti nella teoria”. Alla prima occasione, un progetto Erasmus a Bruxelles, Gianfranco, che parla quattro lingue, prepara il piano di fuga: prima Barcellona dove lavora con geni com Roldan+Berenguer e José Maria Bosch Aymerich. Ora Valencia. […]

 

건축 큐브

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전시 검토 큐브, 아키텍처는 삼승
Exposeum 박물관
과학, 트리 에스테, 이탈리아 1998 프로젝트 박물관이 (가) 있습니다.

El cubo y la arquitectura de formas puras

ciudades

Publicado en: Café de las ciudades, año 3, número 20, Argentina.
Por Ariel Cavilli
– Fuente: www.cafedelasciudades.com.ar/cultura_20.htm
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Acabo de revivir la fascinante 2001, Una odisea del espacio; la visión cinematográfica de Kubrick comparte con la de menor calibre de Star Trek: Primer contacto un mismo interés por las formas puras. La omnipresencia del monolito negro de proporciones, posado como siniestra losa o lápida sepulcral, entronca con el mismo deseo intemporal del fascinante cubo Borg. La segunda película impone un colosal hexaedro regular de piel fuertemente texturada desplazándose en posición rotada-diagonal. La rugosidad exterior demuestra un interior con cavidades, una extasiante lógica de infinita repetición y superposición reticular, como aquellos laberintos homogéneos de Escher. Otra incursión en Internet me colocó en el hallazgo de un semejante interés arquetípico-formal; se trata pues de una exposición de arquitectura de cubos organizada por Exposeum. Contiene nueve proyectos que exhiben distintas escalas, aproximaciones y matices del cubo como pensamiento fundante.

“La arquitectura es el juego sabio, correcto y magnífico de los volúmenes reunidos bajo la luz. Nuestros ojos están hechos para ver las formas bajo la luz: las sombras y los claros revelan las formas. Los cubos, los conos, las esferas, los cilindros o las pirámides son las grandes formas primarias que la luz revela bien; la imagen de ellas es clara y tangible, sin ambigüedad. Por esta razón son formas bellas, las más bellas. Todo el mundo está de acuerdo con esto: el niño, el salvaje y el metafísico. Es la condición esencial de las artes plásticas”. Le Corbusier y su Hacia una Arquitectura resonaba así para atrapar la emoción de las intemporales formas primarias. Una arquitectura que traspasa los tiempos: “las Pirámides, el Templo de Luxor, el Partenón, el Coliseo, la Villa Adriana, las Torres de Babilonia, el Puente del Gard, Santa Sofía de Constantinopla, las mezquitas de Estambul, la Torre de Pisa, las cúpulas de Brunelleschi y de Miguel Angel, el Pont-Royal, los Inválidos”.

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Arquitectura poetica

e-valencia
Publicado en: e-Valencia, Valencia.
– Fuente: http://e-valencia.org/index.php?name=News&file=article&sid=5157
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La arquitectura puede y deber ser algo más que el mero hecho constructivo. “Nosotros creamos los lugares y luego los lugares nos crean a nosotros”, afirma Gianfranco Spada, joven arquitecto italiano que está convencido de que la arquitectura es una especie de sustancia alquímica que actúa como nexo entre la humanidad y la naturaleza.

Destinada a la creación de espacios que provoquen la emoción poética, la labor de Spada pasa por el hecho de cuestionar las relaciones entre lugares, objetos y personas preponderantes en la actualidad. La verdadera arquitectura debe provocar un impacto en el alma, lo que sólo se hace posible poniendo en entredicho estas relaciones, consolidadas a lo largo del tiempo.

El respecto por las cualidades intrínsecas de los materiales es una prerrogativa de la obra de Gianfranco Spada, así como la exploración de los límites entre la arquitectura y el arte, búsqueda que se enmarca en la tradición de la sencillez en el diseño, entendida desde un punto de vista tanto visual como espiritual.

El particular acercamiento de Gianfranco Spada a la arquitectura le ha permitido afrontar y desarrollar proyectos muy diferentes, desde una casa para el fotógrafo Manuel Artero en Valencia, hasta una urbanización en los Pirineos catalanes o la reforma de la Ópera de Lille en Francia. Una labor marcada por el compromiso declarado con la sencillez de las formas y la poética de la luz, y sobre todo influida por la herencia moderna de la escuela veneciana y el rigor pragmático catalán.

Nacido en Bari, Italia del sur, en 1972, Gianfranco Spada estudió arquitectura en Venecia y en La Cambre
de Bruselas. A finales de 1999 se instaló en Barcelona, donde trabajó con los arquitectos Roldán y Berenguer de R+B e inició una larga colaboración con el veterano arquitecto José María Bosch i Aymerich (que fue alumno de Mies Van der Rohe y trabajó con Wright en Taliesin). Actualmente reside en Valencia, donde ha abierto su propio estudio de arquitectura: Atelier27. Sus proyectos han sido expuestos en diferentes ocasiones y han sido reseñados en publicaciones de arquitectura nacionales e internacionales.

Cu3³os (Arquitecturas al cubo)³

exposeum

Pubblicato in: Professione Architetto, Italia
Di Geraldine Meyer
– Fonte: www.professionearchitetto.it/mostre/notizie/2497/Cu3os-Arquitecturas-al-cubo
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Exposeum ha inaugurato il 6 febbraio 2004 la mostra virtuale sul tema del cubo in architettura.

3³ (tre al cubo) progetti architettonici, nove modi di sfruttare l’espressione comunicativa del cubo attraverso il linguaggio architettonico di alcuni architetti internazionali: Jean Nouvel, Aldo Rossi, Julio Cano Lasso, Gianfranco Spada, Adalberto Libera e Otto Von Spreckelsen…

Edificio de oficinas en la plaza de Viriato de Zamora

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Publicado en Catálogo del concurso  ideas para Edificio de oficinas en la plaza de Viriato de Zamora. Diputación Provincial de Zamora, Gabinete de comunicación. Depósito legal: ZA – 236 – 2000

Proyecto 27-CGS de Carmen Lopez, Gianfranco Spada, Silvia Vera.